ISSN 2724-0711

Un sorriso al Professor Franco Cordero

Roberta Aprati - 18/05/2020

È bello ricordare il Professor Franco Cordero.

Mi permette di pensarLo ancora vicino e non partito per il Suo viaggio lontano da tutti noi.

E fa sorridere immaginarLo nell’aula dove teneva le Sue lezioni di procedura penale: entrava, salutava con un cenno impercettibile e poi, dopo un attimo di silenzio, immergeva tutta l’aula nella celebrazione di un mistero. 

Perché il Suo corso, le Sue parole, la Sua Procedura penale erano proprio un Mistero. E si veniva catturati.

Per me tutto è cambiato dalla frequentazione di quelle lezioni, per la prima volta mi sono dovuta confrontare con la Sapienza: storia, filosofia, teologia, letteratura, arte, musica, diritto; tutto insieme in un magistrale concerto, di cui intuivo la bellezza, anche se non la capivo.

In un baleno mi è apparso che gli studi liceali classici, come le letture personali, fossero superficiali, una serie di nozioni disordinate prive di un sistema; ma più in generale ho acquisito la drammatica consapevolezza che il mio modo di pensare e poi di agire fosse mancante di una visione.

Mi sono sentita non attrezzata per affrontare il mio futuro, ma si è anche immediatamente profilata una scelta: rivoluzionare approccio e metodo, incamminandomi verso qualcosa di diverso che, in definitiva, nessuno prima mi aveva indicato come possibile.

E questo credo che sia il dono che il Professor Franco Cordero ha lasciato a tutti i Suoi studenti. 

E i Suoi studenti sono non solo quelli che hanno sostenuto l’esame di procedura nella Sua cattedra, o che hanno discusso la tesi di laurea o di dottorato avendoLo come Relatore, o che sono stati Suoi cultori della materia, ma anche tutti coloro che in un momento del loro percorso formativo hanno scelto di confrontarsi con la Sua “Procedura penale”.